Quando gli auguri venivano scritti e mandati per posta non elettronica , si stampavano dei bellissimi biglietti di cartoncino con riproduzioni di litografie o disegni della Città. Questo è stato scritto nel 1957 e riporta uno scorcio suggestivo di Corso Goffredo Mameli. Ricordo molto bene questa fontana perchè accanto c’era sempre una vecchietta che vendeva i limoni ai passanti e che incontravo quando andavo a mangiare un trancio di pizza alla famosa Rosticceria Mameli, lì accanto….

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15 COMMENTI

  1. non voglio sconvolgere la memoria di nessuno di voi ma sono nato in contrada San Giovanni nel 1941 e quella fontana era la “nostra fontana” di noi ragazzi di allora, punto di “osservazione” del grandissimo traffico (di ragazze) pedonale essendo presenti nella via Mameli molti esercizi di commercio. La signora che vendeva limoni era sui gradinisubito dopo i “grandi magazzini Cavellini”, a fianco dell’allora “Camera di Commercio” diventata poi sede dell’Università di Economia e Commercio (di fronte alla farmacia). La signora si metteva a volte anche all’angolo con via Calzavellia sostituita nel tempo da un’altra signora che vendeva marzolini di prezzemolo. Un’altra signora percorreva la via Goffredo Mameli in inverno vendendo mazzetti di “rose di natale”e di “bucaneve” e in primavera di viole. All’angolo della Pallata stazionava stabilmente “Giani vigile” come lo chiamavamo tutti, per la sua fissazione a dirigere il traffico e a dare immaginarie “multe” a ignari trasgressori scrivendo segnacci sull’immancabile taccuino.

  2. nella via Mameli erano presenti tantissime attività commerciali, Cavellini, Rizzotti ceramiche e chincaglieria, orologiai, cartoleria, due macellai, tre salumerie, ottico Belleri, osteria La cuccagna e Topolino, negozio di vernici Girelli, La Fiorentina (capelli), due Drogherie, Podologo allora el callista, tabaccaio, Oboni (di fronte Cavellini) Farmacia Salvi ecc ecc .

  3. di fronte alla fontana c’era un negozio di frutta e verdura, ricordo che c’era una stufa a legna e preparava le cipolle al forno e la verdura cotta (1950), a fianco l’orologiaio. Nella via c’erano tre salumerie, negozi di vernici, magazzini Cavellini, ceramiche e chincaglieria Rizzotti, ottico Belleri, farmacia Viotti, La fiorentina (cappelli), Tabaccaio, una cartoleria, latteria Meli che faceva un ottimo gelato al tortore e costava di più, magazzino Obono (di fronte a Cavellini) tre salumerie, tabaccaio, due macellerie, chel dei cai (podologo) oreficeria prima della Palata, bar La Cuccagna e Topolino, negozio di merceria Zani all’angolo con san Giovanni e altri. Era una via di grandissimo traffico pedonale e la ricordo con molta nostalgia.

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