Il mercato di frutta e verdura di Piazza Rovetta (in realtà Largo Formentone, dal nome dell’architetto Tommaso Formenton autore del  modello di Palazzo Loggia). Immagine inviata da Claudio Savoldi

14 COMMENTI

  1. bellissimi tempi! io e la mia mamma avevamo la nostra fruttivendola di fiducia !le persone sorridevano sempre ed era un modo per scambiare quattro chiacchiere ! poi con il tempo si perse tutto, ma non ho mai dimenticato, quella simpatica signora, con le labbra dipinte di rosso. Per un fatale destino riposa in pace vicino alla mia mamma, cosi le regalo sempre un sorriso e una preghiera ❤️

    • Riva Remo non parlo di sporcizia tipo bucce di banane per terra. pulizia nel viso delle persone.fatica e semplicita’ nei loro visi.
      cmq buona domenica carissimo di questo bel gruppo

    • Marco Baccolo C’erano problemi diversi ma di problemi ce n’erano anche allora Nel ’74 è esplosa la bomba di Piazza Vittoria se non lo sai per cui il “famoso “Ordine” non esisteva assolutamente anzi era un periodo molto più pericoloso di oggi con stragi e gli anni di piombo Senza contare che la criminalità era elevata anche a quei tempi Non molto lontano c’è il Carmine un quartiere con la fama del brutto quartiere anche se non era vero Buona domenica anche a te

    • salve Remo,
      sto raccogliendo elementi utili per una ricerca, volta a rintracciare amici e amiche, che nel periodo compreso tra il 1979 e il 1983, hanno lavorato c/o un negozio di calzature, ubicato (all’epoca) all’angolo tra via San Faustino e piazza Rovetta, il cui nome era “Supermercato Calzature”. Michele SANTORO, ha pubblicato una foto, di questo negozio, risalente al 1979, proprio su questo meraviglioso sito. Ti sarei grato se potessi aiutarmi, con qualche informazione utile.
      Naturalmente, questo mio annuncio, è rivolto a chiunque possa fornirmi queste info.
      Giorgio
      giorgio_guarino@libero.it

  2. Piazza Rovetta!! Le fruttivendole che gridavano pubblicizzando la loro merce, poi se la prendevano con i pensionati dell’Om che aveva stabilito lì il loro punto di incontro, ma intralciavano la vista dei banchi.
    Poi smontavano tutto e spingevano il carretto/bottega fino nei fondaci del Carmine e di via S. Faustino. Per ricominciare il giorno dopo!!

    Ricordo, L’ua teta, i fasoi dela regina, siure ie che!!

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