Il “Cordusio” progettato dall’architetto Bruno Fedrigolli nei primi anni ’70. Uno dei progetti originali prevedeva, anzichè i mattoni, un rivestimento in lastra di rame come la Camera di Commercio. A destra il negozio di calzature Valentini. Immagine e didascalia di Claudio Savoldi

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74 COMMENTI

  1. Prima c’erano solo COIN e UPIM. Il CORDUSIO fu una vera novità. Oggi non si fa piú caso a nulla, anche perché le dimensioni sempre piú mastodontiche dei centri commerciali ci hanno annichilito.

  2. … sentito nominare guardato le vetrine. Ricordo il negozio di scarpe e se non ricordo male delle vetrine con oggetti di vimini forse si chiamava ” la cesteria” ? (Magari mi sbaglio ) … non ci sono mai entrata e non sapevo fosse un centro commerciale !!! … Sig …

  3. Ho lavorato in quel palazzo…era troppo avanti oer i tempi…e poi non posso dimenticare la commessa di Messaggerie Musicali alta snellissima….nera corvina…la Gabriella dell Mela…la Gamba, Mario che vendeva jeans…e Sport Center ovviamente con Carmeli…bei tempi…

  4. Me lo ricordo ancora: il mio primo disco, acquistato proprio nel negozio che c’era nell’interrato, era “The wall” dei Pink Floyd, nel 1979 quando era appena stato pubblicato. Era una sorta di centro commerciale cittadino. Peccato che abbia fatto una così brutta fine, che io reputo a causa dei centri commerciali che sono nati come funghi fuori dalla città, altrimenti sarebbe ancora un bel riferimento per il centro città.

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