Cologne – 18 sett. 1938 – Festa dell’uva
Una breve nota storica per inquadrare il periodo storico in cui si tenevano queste feste….
L’ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO LIBERO DURANTE IL PERIODO FASCISTA
A partire dal 1925 il regime fascista avviò un vasto programma di “nazionalizzazione” del tempo libero, dai divertimenti agli sport, il cui primo passo fu la creazione (aprile 1925) dell’Opera Nazionale Dopolavoro (OND)..
Lo scopo primo dell’OND era inizialmente limitato alla formazione di comitati provinciali a sostegno delle attività ricreative, ma tra il 1927 e il 1939 da ente per l’assistenza sociale diventò “movimento” nazionale che vigilava sull’organizzazione del tempo libero.
Le attività dei vari circoli erano suddivise, secondo un uniforme programma per TUTTA LA NAZIONE, in una serie di servizi sociali:
• Istruzione: cultura fascista e formazione professionale;
• Educazione fisica: sport e turismo;
• Educazione artistica: filodrammatica, musica, cinema, radio e folklore.
Questo programma era rivolto soprattutto agli ambienti urbani ed industriali; a partire dal 1929 si sviluppò però anche il dopolavoro agricolo, le cui finalità convergevano nel proposito di “non distrarre dalla terra” i contadini.
Nel 1935 la nazionalizzazione del dopolavoro era perfettamente compiuta
Un particolare aspetto della creazione del consenso nel regime fascista fu il FASCINO DELLE FESTE per cui furono recuperate molte feste popolari ; le tradizionali manifestazioni , le storiche processioni e i cortei venivano arricchiti da carri, canti popolari, gare sportive
Indubbiamente questo interesse per le feste popolari non era solo un indice di rinnovato amore per l’italianità: il regime esigeva che il mondo rurale con i suoi costumi, le sue tradizioni e il suo modo di vita fosse rivalutato e propagandato perché la gente contadina fosse fiera dei suoi modelli culturali e comportamentali e li facesse sentire un popolo forte, unito e pronto a rispondere all’appello del regime che, purtroppo, non tardò ad arrivare.

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